La mia amica Mousse au chocolat ha una teoria, la teoria del microchip.
Lei sostiene che tutte le donne che ragionano intelligentemente prima di diventare mamme, quelle che dicono non perderanno mai la loro identità, che non si lasceranno sopraffare dal neonato, quelle che hanno ben chiaro come cresceranno il loro cucciolo in termini di educazione e didattica...beh, il giorno stesso del parto cambiano rotta.
Secondo la teoria al momento del parto, quando il piccolo viene fuori (poco importa se per vie naturali o su un tavolo operatorio), qualche abile mano introduce all'interno della puerpera un microchip che resetta il cervello della neomamma e da istruzioni ben chiare sui futuri pensieri e comportamenti. Rendendole tutte molto simili tra loro per paure e comportamenti.
Lei si intende bene di bambini, sono la sua passione ed il suo lavoro, ma molto più si intende di mamme...il lato oscuro del suo lavoro.
Le osserva da vicino, alcune le ha conosciute prima e dopo il parto, pre e post bambino.
Secondo lei si potrebbe intervistarle prima , quando sono belle, libere e spensierate, durante la gravidanza quando sono paciose e piene di speranze, e infine DOPO, quando sono diventate mamme e il loro pargolo stringono al cuor.
Se nei primi due stadi si assomigliano, DOPO sembrano un'altra persona. Resettate. Completamente rimbecillite!
Colpa del microchip che le rende tutte uguali, tipo le grandi catene di distribuzioni alimentari dove trovi lo stesso panino, con gli stessi ingredienti e lo stesso sapore sia a Los Angeles che a Praga, passando per Città del Capo. Sinonimo di un know how perfezionatosi negli anni.
Per le mamme, invece , non c' entra tanto il know how, anzi se si conoscesse veramente il "come funziona" si eviterebbe il caos, soprattutto nei primissimi mesi.
Per le mamme quello che lascia spiazzate e che le cambia, almeno apparentemente, è il senso di responsabilità di quel ditino piccolo piccolo che si aggrappa al tuo...e ti frega per tutta la vita!
Se prima pensavi " ah, no, io non crescerò un figlio capriccioso. Io saprò dire di no..", ecco che dopo " beh, va bene, per questa volta Gianmaria puoi anche scolarti la boccetta del borotalco, basta che non piangi e mi fai riposare tranquilla!"
Se prima eri sicura che " ah no no, la televisione non la vedrà fino alle medie", dopo " Cuccicuci della mamma, vieni qui..guarda mammina tua bella cosa ti fa vedereee. Ecco stai qui che la mamma prova a mangiare una cena con i denti e non per endovenosa." Il Cuccicuci in questione di solito ha sei mesi!
Se prima " ah no, io sono contro tutti gli stereotipi maschietto-femminuccia! Mio figlio giocherà con le bambole e mia figlia con le macchinette!" Dopo... " Bell'amore della mamma, rimetti il camion dei pompieri sullo scaffale...guarda qui, ti piace il castello animato delle principessine vestite tutte rosa confetto come te?! No Gianmaria, non è per te! Tu prendi Action Man!"
Se prima " insegnerò a mio figlio che bisogna mangiare tutto, in fondo basta abituarli da piccoli" Dopo " La vuoi la minestra? NO . La pasta? NOO. Vuoi le polpettine, allora. NOOO.
Le patate ripiene? NOOOO. (si continua con tutto il menu che manco allo sheraton fino a quando...) Ok, tieni il pacco di biscotti! BASTA CHE MANGI. "
Potrei andare avanti per ore, anche quando parlo con Mousse, lei ha ragione, ha perfettamente ragione... Bisogna essere coerenti, non bisogna lasciare il campo di battaglia convinte che non ce la si possa fare. Bisogna esser forti, stringere i denti e perseverare nei propri intenti forti del fatto che siamo noi le mamme, noi che dettiamo le regole e, soprattutto, che lo facciamo per la nostra creatura, affinchè impari a relazionarsi con se stesso prima e col mondo in futuro...
Quello che sfugge è che il microchip non prevede le notti insonni, la stanchezza, l'alienazione dal mondo, la nausea perenne ed il delirium tremens dovuti alla mancanza di sonno che si può equiparare ad una vecchiaia precoce! (Quante mamme vedete in giro per il centro a far baldoria col loro gruppo di amici oltre la mezzanotte? Ve lo dico io! Nessuna.)
Quello che sfugge è che ci si sente invase e pervase da un senso di responsabilità che toglie il fiato. Quel ditino aggrappato alla vostra mano, piccola o grande che sia, non ve la lascerà più... ( io, una settimana dopo il parto, ho tentato di far valere la legge sul diritto di recesso, ma mi hanno fatto capire che ero passibile di denuncia e in prigione i figli te li porti dentro. Quindi ho scelto di restare fuori, dove c'era la mia mamma...e la Mousse!)
Quello che sfugge è che quando si diventa madri la lotta è tra la donna sveglia e attiva che si era e la mamma stanca e assonnata che si è. Serve del tempo per trovare l' equilibrio. C'è chi lo trova dopo pochi mesi, chi lo trova dopo uno-due anni e chi non lo troverà mai...
Questo post è dedicato a Mousse che, invano, cerca di farmi ritrovare la strada! ;)
Nessun commento:
Posta un commento