mercoledì 19 maggio 2010

Domani è un altro giorno...

Avete presente quella canzone di Gino Paoli che dice "mio figlio ha 5 anni e 5 convinzioni, a fare bene i conti ne ha 5 più di me..." ecco io oggi mi sento così.
Oggi, complice il cielo grigio che ha potere influenzante sulla mia vita tanto quanto Ormonik, mi sento così... felicemente malinconica.
Mi sembra obbligatorio dover rimettere tutto in discussione, in giornate come queste.
Mi sento sospesa da terra, mi vedo dall'alto quasi fluttuassi fuori dal mio corpo e vedo la mia vita.
Mi faccio un'infinità di domande al minuto, ma non trovo risposte..non mi conviene trovarle.
Mi guardo e non sono molto soddisfatta, in realtà non lo sono mai... Ho più capacità di autocritica distruttiva io che le bombe di hiroshima e nagasaki insieme.
Perciò mi fermo qui per tre validi motivi:
1) non ho proprio intenzione di angosciare anche voi che state girovagando su internet per trovare qualcosa che vi distragga e che vi tiri un po' più su di dove siete ora...
2) dopo svariati anni di convivenza con me stessa ormai ho capito che quando ci si sente così è meglio non prendersi troppo sul serio perché rischierei di fare la figura della donna isterica stereotipata dai migliori comici di cabaret! (avete presente? quella acida che non è mai contenta di niente, che pulisce tutta casa per rilassarsi e vieta al marito di andare al bagno per non sporcarlo... ecco quella lì. Bravi. )
3) Perché girando su internet anche io e anche io per distrarmi e tirarmi un po' più su, mi sono imbattuta in una storia triste, forse, ma forte e ricca di speranza. Una di quelle storie che ti fanno sentire stupida, perché tu sei lì a fluttuare nell'aria e a buttar fango sulla tua vita, sulle tue scelte, sulle tue scarpe strette, sul tuo pantalone troppo corto che non ti slancia per niente o su quella maglietta a righe che ti allarga...
Sei lì che che vorresti tutto, ma in realtà non hai bisogno di niente.
Sei lì che sogni il montepremi del superenalotto, ma in realtà la ricchezza più grande ce l'hai sotto gli occhi...Oh, no, non mi riferisco ai tuoi figli o alla tua bella famiglia, no, neanche ai tuoi amici, al tuo lavoro... No. Io mi riferisco a te, mi riferisco a me. Mi riferisco a quello che guardi nello specchio ogni mattina.
Io nello specchio vedo me e in me vedo la mia famiglia, i miei figli, gli amici e la mia vita scombinata...vedo Ormonik che mi fa l'occhiolino (non t'azzardare ad uscire che macano più di due settimane!), vedo la vecchietta del piano di sopra che cerca sempre di attaccar bottone, vedo l'inquilina dell'appartamento 7 che mi fa "rosicare" e non poco almeno due- tre volte a settimana secondo posologia medica. Mi guardo e vedo le occhiaie e la fatica che serve per restare in equilibrio in questo mondo che ci vuole donne un po' di ieri e un po' di oggi. Ci vuole in carriera ed in corriera, piene di buste della spesa.
Mi guardo e vedo la mia normalità, la mia vita che scorre tranquilla e felice.
Felice, si, perché ogni giorno ho la fortuna di poter scegliere come reagire agli eventi. Posso scegliere di esser triste se non c'è il sole, di arrabbiarmi per uno scarabocchio sul muro. Oppure posso esser felice se la pioggia mi obbliga a restare in casa a giocare con i Pasticcini e a guardare una maratona di Pippi Calzelunghe, posso pensare che quello scarabocchio è pura espressione artistica.
Io posso scegliere, questa è la più grande ricchezza. La libertà.
Ora dovrei riflettere su cos'è la libertà... ma non lo farò!
Il sole è tornato ed ho quell'espressione artistica da togliere dal muro!
Vi lascio con questa canzone qui, spero vi piaccia. E' il mio augurio per tutte quelle persone che stanno male davvero e non solo perché hanno la luna di traverso ;)




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